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giovedì 4 marzo 2010

Sobrie reazioni

(una delle sobrie reazioni della destra italiana ai casini commessi dal Pdl nella presentazione delle liste per le elezioni Regionali)

«Non voglio neppure immaginare che cosa accadrebbe se le liste cancellate non venissero riammesse. Milioni di elettori si sentiranno privati del diritto di votare. E tra questi milioni qualche migliaio certamente reagirà. Non certo con comunicati di protesta. Bensì con azioni più decise: scontri di piazza, aggressioni ai candidati dell'opposizione, assalti ai seggi elettorali».

(Giampaolo Pansa, Libero, ripreso da Piovono Rane)

domenica 4 ottobre 2009

★ De profundis

Roma, 29 settembre 2009, Camera dei Deputati
Si vota la pregiudiziale di costituzionalità del vergognoso Scudo Fiscale, ennesima porcata del governo Berlusconi.

Risultati:

  • Presenti: 485
  • Votanti: 482
  • Astenuti: 3
  • Maggioranza: 242
  • Contro lo scudo: 215
  • A favore dello scudo: 267.

Assenti nelle fila dell'opposizione: 69 [59 PD, 8 UDC, 2 IdV].

Lo Scudo Fiscale non viene affossato anche grazie a queste persone, tra cui Pier Luigi Bersani, Massimo D'Alema e Dario Franceschini.

Sputtanati sulla prima pagina del "Il Fatto Quotidiano", alcuni dei deputati si stracciano le vesti e accampano scuse più o meno accettabili, più o meno verosimili.

Roma, 1 ottobre 2009, Camera dei Deputati
Incassato il via libera sulla pregiudiziale di costituzionalità, si vota il vergognoso Scudo Fiscale, ennesima porcata del governo Berlusconi.

Risultati:

  • Presenti: 522
  • Votanti: 520
  • Astenuti: 2
  • Maggioranza: 261
  • Contro lo scudo: 250
  • A favore dello scudo: 270.

Assenti nelle fila dell'opposizione: 33 [25 PD, 7 UDC, 1 IdV].

Lo Scudo Fiscale non viene affossato anche grazie a queste persone, tra cui Paola Binetti, Giuseppe Fioroni, Linda Lanzillotta e Giovanna Melandri.

Il 3 ottobre Concita De Gregorio - direttrice de l'Unità - ha scritto sul suo Blog:

"L'esito del voto dell'altro giorno in Aula è un danno terribile per la credibilità di cui il Pd gode fra i cittadini elettori, un danno che forse non tutti coloro che dovrebbero hanno valutato. Bisogna che lo facciano. Bisogna che non succeda mai più".

Bisogna che non succeda mai più? E chi gliela dà un'altra occasione al PD?

sabato 18 luglio 2009

Tentazioni

Non voglio arrivare a dire di fare azioni dirette e dure nei confronti di certi giornali e di certi protagonisti della stampa, però sono tentato perché non si fa così... Perché, voi pensate che se io dico: non guardate più una tv o un'altra, non c'è nessuno che mi segue in Italia?

(Silvio Berlusconi, 4 aprile 2009)

[Mi sono rifiutato di stravincere, e potevo stravincere. Mi sono imposto dei limiti. Mi sono detto che la migliore saggezza è quella che non ci abbandona dopo la vittoria. Con trecentomila giovani armati di tutto punto, decisi a tutto e quasi misticamente pronti ad un mio ordine, io potevo castigare tutti coloro che hanno diffamato e tentato di infangare il Fascismo. Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto.

(Benito Mussolini, 16 ottobre 1922)]

domenica 5 luglio 2009

La ricetta democratica

Andrea Cangini: Presidente Cossiga, pensa che minacciando l'uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
Francesco Cossiga: Dipende, se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno stato forte no, ha fatto benissimo. Ma poiché l'Italia è uno stato debole, e all'opposizione non c'è il granitico PCI ma l'evanescnte PD, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia.

AC: Quali fatti dovrebbero seguire?
FC: Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno.

AC: Ossia?
FC: In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...

AC: Gli universitari, invece?
FC: Lasciarli fare. Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.

AC: Dopo di che?
FC: Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri.

AC: Nel senso che...
FC: Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.

AC: Anche i docenti?
FC: Soprattutto i docenti.

AC: Presidente, il suo è un paradosso, no?
FC: Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!

AC: E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? In Italia torna il fascismo, direbbero.
FC: Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio.


(Andrea Cangini, intervista a Cossiga, 23 ottobre 2008)

[Francesco Cossiga: ministro dell'Interno dal 1976 al 1978, presidente del Consiglio dei Ministri dal 1979 al 1980, presidente del Senato dal 1983 al 1985, presidente della Repubblica Italiana dal 1985 al 1992, Senatore a vita]

domenica 28 giugno 2009

La piazza e il voto

Dicesi opposizione qualcosa che si oppone. Si può dunque chiamare opposizione il centrosinistra che da quattro anni e mezzo siede nel Parlamento italiano insieme alla maggioranza di Silvio Berlusconi? La risposta, per comodità, l'anticipiamo subito: no.

Lasciamo da parte le parole, le denunce e i proclami, che non mancano mai. Guardiamo machiavellicamente ai fatti. Quante volte, dal 2001 a oggi, l'opposizione è riuscita a mettere davvero in difficoltà il governo sulle scelte importanti? Mai. Quante volte ci ha davvero provato? Raramente. E quando ci ha davvero provato? In una sola occasione, molto recente: la legge elettorale proporzionale, con cui il Cavaliere ha modificato le regole del gioco della partita in zona Cesarini. "Bloccheremo il Parlamento" hanno annunciato, quasi stupiti di se stessi, i leader dell'Unione.

Dopo quattro anni di leggi vergogna, ad personam, incostituzionali, quando si decide di "bloccare il Parlamento" con un vero e strenuo ostruzionismo e si organizza addirittura una manifestazione di piazza? Quando ci sono di mezzo i voti. Quando invece c'erano di mezzo i valori, come la libertà d'informazione, la giustizia, la pace, i diritti dei lavoratori, l'ambiente, nulla di tutto questo: "moderare i toni", "non demonizzare", "attenti alla piazza".

Poco da stupirsi, allora, se in piazza contro la proporzionale arrivano 60 mila persone, certamente meno delle 100 mila (comunque poche) decantate dagli organizzatori.
Il 21 marzo 2002, al Circo Massimo con la Cgil di Sergio Cofferati contro la riforma dell'articolo 18, erano in tre milioni.
Il 14 settembre 2002, in piazza San Giovanni con i girotondi contro la legge Cirami, più di un milione.

Ma allora i partiti della cosiddetta opposizione subivano, non gradivano, spaccavano il capello in quattro sul "boomerang della piazza".
Poi ci sono scesi anche loro, ma solo quando gli rubavano i voti. E, almeno a sentirli parlare, sono pronti a rifarlo se gli ruberanno qualche poltrona in tv: a ogni minaccia berlusconiana di abolire la par condicio, annunciano "guerra totale". Cosa importante, la par condicio in campagna elettorale. Ma forse un po' meno della libertà d'informazione. Che non si calcola dal numero di poltrone riservate in tv ai politici di sinistra. Ma dal numero di notizie vere e di giornalisti liberi.

Tornando alle leggi, l'obiezione è nota: con 100 voti in più alla Camera, la maggioranza può fare il bello e il cattivo tempo. Non è vero neanche questo. Perchè la Casa delle Libertà s'è rivelata un casino. Divisa, dispettosa e assenteista, fuorchè per le leggi che stanno a cuore al premier e ai suoi cari. Ma l'iter delle leggi, anche di quelle su misura, è lungo. C'è ad esempio un passaggio iniziale sempre decisivo: la pregiudiziale di costituzionalità. Se non passa quello, la legge è morta per sempre. E in quella sede i tassi di assenteismo sono altissimi.
Basta che l'opposizione si presenti in forze a votare, ed è fatta. Ma non accade quasi mai. Come ha dimostrato Fabio Luppino su Micromega, se tutte le leggi peggiori hanno superato lo scoglio della costituzionalità è perchè mezza opposizione non c'era.

Alla Camera il centrosinistra parte da 263 deputati (ultimamente saliti di una trentina per le numerose transumanze). Bene, anzi male.
  • Nel 2001, sul ddl Sirchia, la Cdl ha solo 247 sì, ma l'"opposizione" solo 185 no.
  • Nel 2002, sulla controriforma del Csm, finisce 220 a 151 e sullo scudo fiscale (rientro dei capitali sporchi) 233 a 149.
  • Nel 2003, per la legge Moratti, 232 a 170 e per la Frattini sul conflitto d'interessi 241 a 215.
  • Il 3 febbraio 2004, dopo una battaglia campale e una prima bocciatura del Quirinale, si vota sulla costituzionalità della Gasparri: 40 franchi tiratori della Cdl impallinano la legge. Che però si salva grazie alle provvidenziali assenze di 30 "oppositori": 5 segretari (Bertinotti, Boselli, Diliberto, Mastella e Pecoraro Scanio), 7 ds, 6 margheriti e quasi tutti i mastelliani. Il governo la spunta per 2 voti: con altri tre deputati di sinistra, della Gasparri non si sarebbe parlato mai più.

In paesi come gli Usa e l'Inghilterra, dove le opposizioni usano ferocemente l'ostruzionismo (filibustering) per inchiodare i governi, i capigruppo che non riescono nemmeno a portare in aula le loro truppe vengono cacciati al primo bagno.
In Italia, per dire, il capogruppo Ds Luciano Violante nel settembre 2001 chiese addirittura la "procedura d'urgenza" per la controriforma del falso in bilancio. La maggioranza che non credeva ai suoi occhi ma non chiedeva di meglio, si associò. E nel giro di pochi giorni cancellò quattro processi al premier con una legge che l'Economist definì "una vergogna persino per una repubblica delle banane". Il direttore della prestigiosa rivista inglese, Bill Emmott, sostiene che "Berlusconi è un prodotto dell'opposizione". E viceversa.

(Marco Travaglio, gennaio 2006)

lunedì 22 giugno 2009

L'opposizione

Nel 2003 Violante alla Camera fa delle rivelazioni scioccanti. Pochissimi Italiani ne vengono a conoscenza.

"L'onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, non adesso, nel 1994, che non sarebbero state toccate le televisioni quando ci fu il cambio di Governo. Lo sa: lo sa lui e lo sa l'onorevole Letta, e lo sa l'onorevole Letta. Comunque, a parte questo, la questione qui è un'altra: voi ci avete accusato di regime nonostante, ripeto, non avessimo fatto il conflitto d'interessi, avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni, avessimo aumentato, durante il centrosinistra il fatturato di Mediaset è aumentato di venticinque volte".

Ma in nome di quale mandato elettorale sono state prese queste decisioni? E nell'interesse di chi?

("Viva Zapatero!", Sabina Guzzanti)

[Luciano Violante, all'epoca capogruppo DS alla Camera dei Deputati, è uno dei leader del PD, pricipale forza di opposizione - o sedicente tale - del Parlamento italiano]