giovedì 27 gennaio 2011

★ S'i fossi Silvio

Farei un monumento ai dirigenti del PD.

sabato 22 gennaio 2011

Le parole per dirlo/5

Quel che più conta, la sentenza Mills dimostra come la fortuna di Berlusconi, più che nel talento, ha le sue radici nel malaffare, nell'illegalità, nella corruzione della Prima Repubblica, di cui egli è il figlio più longevo.

(Giuseppe D'Avanzo, repubblica.it)

venerdì 21 gennaio 2011

Soddisfazioni

"Poi c'era quella lì, la pupa, quella che è fidanzata con Renzo Bossi che è rimasta".

(unità.it)

mercoledì 19 gennaio 2011

★ La mia sassata

Dice Formigoni a proposito del caso Ruby:

Chi è senza peccato, scagli la prima pietra. C'è qualcuno senza peccato? Credo che dovremmo riporre tutte le nostre pietre in tasca, o meglio, dovrebbero farlo tutti quelli che le stanno tirando.
Io sono senza peccato, se puoi dimostrare il contrario fallo, altrimenti prenditi la mia sassata e taci.

martedì 18 gennaio 2011

★ Fahrenheit 2011

Avendo scampato la guerra, pensavo stupidamente che non avrei vissuto giornate particolarmente buie. E invece in Italia, da un bel pezzo a questa parte, ne succede anche più di una al giorno.

L'ultima è la proposta lanciata da un consigliere del Pdl e da un suo concittadino di Martellago, subito sposata dall'assessore alla Cultura della Provincia di Venezia: ritirare dalle biblioteche pubbliche i libri degli scrittori che, nel 2004, hanno firmato un appello per la liberazione di Cesare Battisti. La proposta ha avuto il plauso del COISP, un sindacato di polizia.

Per dire cosa penso di questa trovata, che non poteva essere cavalcata se non da un ex-missino oggi berlusconiano, utilizzerò alcuni commenti e opinioni comparsi sul sito della Wu Ming Foundation e su quello di Carmilla.

Il fatto stesso che uno possa concepire una cosa del genere indica che lo sprofondamento italico sta toccando nuove, nauseanti bassezze.
Si intende affermare il principio secondo cui sarebbe perfettamente normale applicare un filtro morale, selezionando i libri in base ai comportamenti degli autori e alla loro aderenza ideologica e politica al volere delle maggioranze di governo.
Unica risposta: serrare le fila. Ogni scrittore italiano degno di questo nome dovrebbe auto-denunciarsi direttamente all’assessore come "scrittore sgradito".
Io mi autodenuncio come lettore di libri. Sia di autori che hanno firmato l'appello per la scarcerazione di Battisti, sia di quelli che non l'hanno firmato. La pretesa di togliermi la possibilità di leggere anche soltanto un libro per qualsiasi motivo è ripugnante, un atto fascista e indegno.
La Provincia di Venezia dichiara che la proposta è "a titolo personale" e la giunta non la sosterrà. Ma l'assessore l'ha fatta talmente grossa che si deve dimettere. In questo campo non esistono iniziative "a titolo personale". Se un assessore alla Cultura pensa "personalmente" quelle cose non può essere assessore alla Cultura.


Per finire, le parole di Marguerite Yourcenar:

"Fondare biblioteche, è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire".

lunedì 17 gennaio 2011

★ Alcune riflessioni sul caso Ruby

1]
Trovo allucinante che il Capo del Governo si difenda da accuse così pesanti - contro la sua persona e contro persone a lui vicine - dicendo semplicemente che sono totalmente infondate e risibili e assurde. Questo è un comportamento appropriato per un adolescente o un ragazzo di vent'anni, non per un adulto, men che mai per un adulto nella sua posizione. Tutto ciò, peraltro, mediante un videomessaggio registrato, senza un giornalista che possa fargli due domande di seguito, e diffuso sulle televisioni che controlla e possiede.

2]
Trovo altrettanto allucinante che il Capo del Governo parli di intromissione nella propria vita privata e nelle proprie mura domestiche riguardo a reati gravi e moralmente ignobili.

3]
Trovo imbarazzante il silenzio del Vaticano sulla vicenda: quelli che non perdono mai occasione per intromettersi nella vita dei cittadini italiani, a qualunque titolo, confermano il loro atteggiamento ignavo quando di mezzo ci sono gli interessi economici che il Capo del Governo può garantire.

4]
Trovo altrettanto imbarazzante che una grande quantità di giornalisti si faccia dettare i tempi dal Capo del Governo, mettendosi alla ricerca di informazioni sul suo stabile rapporto di affetto: oltre che sospetto per i tempi con cui viene sbandierato, non aggiungerebbe né toglierebbe nulla alla posizione in cui il Capo del Governo si trova.

5]
Trovo surreale che la grande quantità di giornalisti di cui sopra, dibatta candidamente sulle strategie per salvare il culo al Capo del Governo accettando che queste consistano nello schivare i processi e non le accuse che gli vengono mosse.

6]
Trovo ridicolo che una persona che abbia governato il Paese nella gran parte degli ultimi dieci anni, di cui gli ultimi due con una larghissima maggioranza, vada ancora delirando di riforme istituzionali che era sicuramente in grado di fare, ma che non ha mai nemmeno seriamente proposto.

Comunque vada, comunque la si giri, io vedo sempre una ragazza senza famiglia di diciassette anni e un vecchio di settantaquattro. A quell'età mio nonno era impegnatissimo al Centro Anziani, preso da tornei di bocce e tresette, gonfiando d'orgoglio figli e nipoti perché riusciva a portare a casa pure qualche trofeo.

Scrivo tutto questo prima della pubblicazione dei brogliacci da cui, a sentire le stesse parole del Capo del Governo, mi aspetto veramente il peggio.

Ne vedremo delle belle

Accade spesso, come è noto a tutti, che quando si parla al telefono si usano toni e modi diversi rispetto al dialogo diretto tra persone, e certe frasi pronunciate magari in tono scherzoso, sono completamente diverse quando vengono invece lette sulla stampa nelle trascrizioni. E poi, molto spesso, nelle conversazioni private tra amici ci si vanta, magari per gioco, di cose mai accadute o si danno giudizi superficiali per amore della battuta.

(Silvio Berlusconi, dal minuto 5:18)

Eh si, nei brogliacci ne vedremo delle belle!

domenica 16 gennaio 2011

Alla catena

Di memoria operaia sono pieni solo quei buchi
che dimenticati restano lontani alla luce
copre sudore che copre rovina
le nostre ombre
Taylor, maledetto in eterno
maledetto il nome tuo marcio
intelletto
dai muri graffiati
le nostre ombre
graffiti osceni ai tuoi occhi di spia
fra rovine di fabbriche
petroliere tagliate il mondo
come crocefissi ai muri
pietre spaccate.

(Franti, "Nel salto dell'ascia sul legno")

venerdì 14 gennaio 2011

★ Una luce nel buio

In questo periodo di profondi mutamenti e grandi incertezze, per me la costante inconsistenza politica del PD è un punto di riferimento importante.

giovedì 13 gennaio 2011

Fra i rumori della folla

Fra i rumori della folla ce ne stiamo noi due, felici di essere insieme, parlando poco, forse nemmeno una parola.

(Walt Whitman, 1819-1892)

mercoledì 12 gennaio 2011

L'abolizione in Illinois va alla firma del Governatore

Ieri pomeriggio il Senato dell'Illinois si è allineato alla Camera e si è espresso a favore dell'abolizione della Pena di morte. L'esito è stato di 32 voti favorevoli, 25 contrari e 2 astensioni (alla Camera i voti favorevoli erano stati 60 contro 54 contrari).

Se il Governatore Pat Quinn convertirà questo disegno in legge, l'Illinois diverrà il sedicesimo stato degli USA a vietare la Pena di morte, il terzo negli ultimi quattro anni. E altri Stati possono prendere la stessa strada, con discussioni infuocate sull'abolizione della Pena capitale già previste in Connecticut, Kansas, Maryland e Montana.

Questi dibattiti e queste votazioni riflettono la disillusione crescente (e sempre in più casi il vero e proprio rifiuto) dei cittadini rispetto alla Pena di morte, con i suoi errori e pregiudizi, la sua inefficacia e la sua dubbia moralità.

Resta da vedere se il Governatore Quinn firmerà la legge o porrà su di essa il veto: stay tuned.

lunedì 10 gennaio 2011

★ Der Stand der Dinge

Lo stato delle cose è che siamo un disco rotto: il pastore tedesco, il ducetto di Arcore, l'opposizione a cercarsi un lavoro, i figli dei figli dei figli - di puttana.

L'ho sempre detto che mi avrebbero preso per stanchezza.

sabato 25 dicembre 2010

Bad Mother Fuckers

D'Alema e Berlusconi la pensano allo stesso modo: la magistratura è pericolosa. I dispacci dell'ambasciata Usa, diffusi da Wikileaks, confermano l'esistenza di un inciucio tra centrodestra e centrosinistra, sospetto che insegue D'Alema dai tempi della Bicamerale del 1997.

L'ex ambasciatore americano a Roma, Ronald Spogli, racconta che D'Alema, da Ministro degli Esteri nel 2007 gli ha confessato che "la magistratura è la più grande minaccia per lo Stato italiano". Il giudizio, contenuto in un cablogramma del 3 luglio 2008, è lo stesso che avrebbe potuto esprimere Berlusconi in persona. Che infatti definisce la magistratura "il più grande problema dell'Italia", secondo quanto rivelato dal successore di Spogli, David Thorne, in un dispaccio dell'1 gennaio 2010.

Il parere di D'Alema risale al 2007, quando al governo era il centrosinistra. Il 20 luglio di quell'anno il gip di Milano, Clementina Forleo, chiede alle Camere l'autorizzazione a utilizzare le intercettazioni in cui i "furbetti del quartierino" parlano delle scalate bancarie con D'Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre. Telefonate in cui D'Alema incita l'ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte impegnato nella scalata alla Bnl: "Facci sognare". Mentre Fassino chiede conferma: "Abbiamo una banca?".

Nel 2007 il governo Prodi propone il ddl Mastella. Un disegno di legge per limitare l'uso delle intercettazioni e la loro pubblicazione: l'antenato della legge bavaglio targata Berlusconi.

(Luigi Franco, Il Fatto Quotidiano)

giovedì 23 dicembre 2010

L'uomo che brucia

Durante la vostra manifestazione sono stati bruciati alcuni oggetti, e dopo pochi giorni contro di voi si stanno già preparando nuove leggi speciali. Ai responsabili del rogo della fabbrica Thyssen Krupp, nel quale morirono bruciati sette operai, dopo tre anni si stanno appena cominciando ad applicare le vecchie leggi normali. Per quegli oggetti bruciati, avete già subito un'infinita sequela di violente condanne morali, sociali e politiche. I responsabili della strage ferroviaria di Viareggio, nella quale morirono bruciate trentadue persone, non ne hanno ancora subita nemmeno una penale. Uno di loro è stato anche nominato cavaliere, titolo particolarmente significativo nel vostro paese.

(Alessandra Daniele, Carmilla)

mercoledì 22 dicembre 2010

La lotta agli sprechi della Gelmini

La lotta agli sprechi, ai troppi assunti, agli stipendi clientelari che fagocitano tutte le risorse? Su questo punto è difficile rimanere calmi. Il maggior spreco clientelare nella storia della scuola pubblica, il più costoso degli ultimi vent'anni, è stata l'assunzione di massa di ventimila insegnanti di una materia facoltativa, la religione, decisa da un governo Berlusconi per garantirsi l'appoggio dei vescovi. Spreco, vergogna, insulto alla Costituzione e alla meritocrazia, visto che gli insegnanti di religione non debbono affrontare un concorso, ma soltanto essere segnalati dalla curia.

(Curzio Maltese, repubblica.it)

lunedì 20 dicembre 2010

Idee brillanti

«Sono un ex iscritto e tra poco sarò un ex elettore» (Francesco). «Ma Fini è di destra! Come è possibile anche solo pensare a un'alleanza con lui?» (Michele). «Stasera restituisco la tessera» (Francesca). «Così non andiamo da nessuna parte, anzi sì: al suicidio» (Chiara). «Mi domando cosa avete nel cervello. Ma davvero le partorite voi queste cavolate? Andatevi a nascondere e non fatevi più rivedere!» (Gianni). «Cacchio, ma si può?» (Gian Piero). «Se succede, lascio il partito in un secondo» (Gianluca). «Bersani fa bene, sono d'accordo con lui» (Fassina, ma forse è la sorella dell'ex segretario). «Cioè, fatemi capire: dovrei scegliere alle prossime elezioni fra Fini e Berlusconi?» (Alessandro). «Dopo la fatica che abbiamo fatto a liberarci di Binetti e Rutelli, paffete che ci ritroviamo a subire i loro veti!» (Monica). «State ancora una volta riuscendo a rivitalizzare Berlusconi. Sono allibito» (Stefano). «Ero un ventenne che aveva trovato una piccola speranza. Ora lei me l'ha spenta di nuovo. Grazie, segretario» (Riccardo). «D'ora in poi come inizierà i suoi comizi? Cari democratici, cari compagni, cari camerati?» (Concita). «Grazie a tutti quelli che stanno commentando l'intervista» (Pier Luigi Bersani). «Segretario, tu ci ringrazi, ma i commenti li leggi o guardi solo le figure?» (Monica).

(commenti sul sito del PD all'intervista in cui Bersani liquida le primarie e annuncia di volersi alleare con Fini e Casini anziché far fronte comune con Vendola e Di Pietro, raccolti da Gramellini sul suo Buongiorno)

domenica 19 dicembre 2010

Io le credo

Alice, studentessa di Scienze politiche alla "Sapienza", i capelli lisci di un nero corvino, gli occhi vispi, l'accento sardo addolcito in cinque anni da fuorisede, si accarezza l'ematoma violaceo che le gonfia lo zigomo e la palpebra destra. Sorride: "Non è qui che ho preso le manganellate. Quelle me le hanno date alla schiena e alla testa. Però mi hanno spiegato che dopo un po' l'ematoma scende...".

Le manca una scarpa da martedì ("l'ho persa cadendo"). Ha fame e freddo. "Abbiamo passato la notte in via Patini, dove fanno il fotosegnalamento. Ci hanno messo in uno stanzone senza una sedia o una panca in cui hanno tenuto sempre aperte le finestre. Niente da mangiare, niente da bere".

Non riesce a dimenticare le parole di quando è stata caricata sul pavimento del cellulare dopo l'arresto: "Ci hanno legato i polsi con le stringhe di plastica e un poliziotto ci ha detto che ci avrebbero fatto vedere cosa era successo a Bolzaneto. Finché non è arrivato un superiore che ha ordinato di non toccarci".

Anche al commissariato "Trevi" ci sono stati momenti complicati. Alice ha una smorfia di pudore: "Diciamo che non ho voglia di ripetere cosa mi ha detto uno degli agenti che ci sorvegliavano".

venerdì 17 dicembre 2010

Le parole per dirlo/4

Berlusconi ha fatto tutto questo - immaginate quanto gli è costato, perché ne ha dovuti comprare parecchi [di voti alla Camera], eh, stiamo parlando almeno di una quindicina - perché deve restare a Palazzo Chigi, e perché deve restare ossessivamente a Palazzo Chigi?

L'ha spiegato Fini ieri nell'intervista a Lucia Annunziata, avendo il coraggio di dire quello che tutti sanno in Parlamento, ma nessuno ha mai il coraggio di dire, ossia che Berlusconi deve restare a Palazzo Chigi per il legittimo impedimento, perché se il Premier è un altro e lui non fa quantomeno il Ministro non c'è legittimo impedimento, perché il legittimo impedimento è riservato al Premier o ai Ministri, quindi va nuovamente sotto processo.

Anche se la Corte Costituzionale dovesse ritenere legittimo il legittimo impedimento lui non ne avrebbe più diritto, perché non sarebbe più né Premier né Ministro, è per quello che vuole restare lì, non perché abbia paura delle speculazioni finanziarie o perché deve fare le grandi opere o il federalismo fiscale, sono tutte stronzate: vuole rimanere lì per salvarsi le chiappe dai processi ed è incredibile che sabato alla manifestazione del PD non abbia avuto il coraggio di dirlo nessuno, per cui abbiamo dovuto aspettare Fini per sentircelo dire papale papale.

(Marco Travaglio, Passaparola)

mercoledì 15 dicembre 2010

Attenti ai Black bloc!

Oggi Berlusconi ha stuprato per l'ennesima volta la nostra fragile democrazia e come al solito non ha usato nemmeno il preservativo, mandando a schermi unificati la corruzione di alcuni deputati dell'opposizione. Che in una situazione del genere molti evochino i Black Bloc, rende perfettamente la misura del disastro morale e culturale che ha investito questo paese.

(Mazzetta qui)

lunedì 13 dicembre 2010

★ That's all folks

(in fondo lo sfacelo dell'Italia è tutto qui)