martedì 28 giugno 2011

★ Ankara

Il nostro uomo viene a prenderci in aeroporto e ci porta al suo albergo. Da lì prendo un taxi per raggiungere il mio, ma all'arrivo mi accorgo che sarei potuto andare a piedi. La città già mi piace, liquido in fretta le formalità alla reception, salgo in camera, mollo i bagagli, scendo e mi butto sulla via principale. Compro un pacchetto di Samson anche se ho smesso, un paio di orecchini per mia figlia che è passata dagli stickers ai buchi, un deodorante spray perché non ho ancora capito se si può portare nel bagaglio a mano - lo scoprirò a ritorno. Guardo tutto e tutti, crepo dal sonno ma sorrido, non ho fame ma cerco un posto dove mangiare. Prendo un kebab di pollo e un ayran da un tizio strabico che non spiccica due parole di inglese, gli faccio aggiungere la cipolla a gesti. Cipolla in turco si dice soğan. Mi aspetta una settimana pesante, eppure non vedo l'ora che arrivi domattina, perché dopo la mattina ci sarà il pomeriggio, dopo il pomeriggio ci sarà la sera e poi finalmente potrò tornare a camminare per le vie di Ankara.

2 commenti:

  1. è bello leggere i tuoi pensieri per strade lontane. spero che gli orecchini piaceranno a tua figlia. tu invece cerca di smettere di fumare:)

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