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mercoledì 4 aprile 2012

Non ora, non qui

Troppo a lungo, oramai,
corrosi i miei scatti di nervi,
ho lottato come agnello
in preda a furia di tuffo di falco.
E troppo a lungo, oramai,
corrose le vene,
hanno perso il furore cieco di battaglia
le generazioni che mi hanno assistito.

Penso a mio nonno,
voce impietrita nel suono
e occhi diseredati da dio;
e a mia nonna,
vilipendio sussurrato,
cristiano solo in umana misericordia.
Penso alle rughe maestre
e al vino forte di mio padre;
e al sangue materno,
che di luce riflessa
adombrano la speranza rimasta.
Penso alla terra esausta,
di confine in confine,
perché unico strumento di rispetto
è il mio toccarla in ginocchio
con palmo commosso.

Ma non ora, non qui.

Troppo a lungo, oramai,
corrosi i miei scatti di nervi,
io 
ho lottato come agnello
in preda a furia di tuffo di falco
in naturale diritto.
E troppo a lungo, oramai,
provate
corrose
e prosciugate le vene,
hanno perso il furore cieco di battaglia
le generazioni che mi hanno preceduto;
e insegnato.

(Ultimo Attuale Corpo Sonoro)

lunedì 26 marzo 2012

Tono metallico standard

Ora capisco. Il mio aspetto ordinario gli trasmette ascolti deplorevoli. Ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe. Me ne vado. Me ne vado e lo odio.

(Offlaga Disco Pax)

lunedì 20 febbraio 2012

Due

Eravamo in due
e sono rimasta sola
persa in un bicchiere di troppo
naufraga in toilette per signore
cerco disperatamente qualche cosa che
che mi manca tanto
I love you baby
com'era bello fare all'amore con te.
 
Come son belle le illusioni
ed i pensieri tristi
e le canzoni degli anni settanta
e quella voglia di andare via
ed il desiderio di restare
ed il nobile orizzonte
del mare Ionio che se ne va via verso l'Africa
ogni santo giorno
I love you baby
com'era bello fare all'amore con te.
 
Com'era bello averti
e pensare potesse forse essere per sempre
l'interminabile solitudine del sentirsi soli
a volte gioca brutti scherzi,
un giorno credi vada tutto bene
e l'indomani vorresti ucciderti.
 
Eravamo in due
e sono rimasta sola
persa in un bicchiere di troppo
naufraga in toilette per signore
cerco disperatamente qualche cosa che
che mi manca tanto
I love you baby
com'era bello fare all'amore con te.
 
Com'era bello averti
e pensare potesse forse essere per sempre.
 
Per sempre cosa?
Guardati intorno e dimmi
se c'è qualcosa che possa
mai durar per sempre.
Tutto quanto è destinato a scomparire
e questa è una società caduca
checché ne dicano Marx o Weber.
 
Gesù Giuseppe e Maria
abbiate pietà dell'anima mia,
non si vive ogni giorno
non si può morire sempre.

(Il teatro degli orrori)

mercoledì 15 febbraio 2012

Il turbamento della gelosia

Cadere via, volare giù
senza paracadute senza idee
è il lato oscuro della solitudine. 

D'ora in avanti adesso o mai più,
ma il mondo intorno sordomuto va
per la sua strada buia e senza uscita
è il turbamento della gelosia. 

Bambina mia quanto mi manchi
lo sai che ancora 
ho ancora un cuore dentro.

Cadere via, volare giù
è un sogno ricorrente che non riesco a fare più
è il lato oscuro della solitudine.

Tu non sei un santo, non sei un eroe
sei piuttosto un vinto che infelice scappa via
ché la paura è vera e cova bestemmie
è il turbamento della gelosia.

Bambina mia quanto mi manchi
lo sai che ancora
ho ancora un cuore dentro.

Lo sai che ancora,
ho ancora un cuore dentro,
ma quando mi incontro nello specchio
non so più chi sono,
non so più che fare,
non so più dire, non più pensare,
non conto niente.

Ed è per questo che odio Milano,
facce seccate e il cielo plumbeo
piange pioggia giorno e notte,
giorno e notte.
Ed è per questo che volo lontano,
lontano da te.

Mi guardi senza dire una parola
sorridi mentre dentro muori ancora
è il lato oscuro della solitudine
è il turbamento della gelosia
bambina mia, Dio mio, quanto mi manchi
lo dirai a mamma che ho ancora un cuore dentro?

(Il Teatro degli Orrori)

sabato 8 ottobre 2011

Doma'

Tra Pettino e Camarda passa la faglia di tutti
coju radon de jorno ji massera nn dormo
addo' vajo a fini' doma'
do vajo?

Tra la tenda e ju mare mo tengo casa a Pagliare
'na coppa de piastra messa là a dondolare
'nanzi a 'na strada infinita
...è 'na statale.

Dei bai dei
Temé
old mi ma che sta' a di'?
Che sta' a di'?
Dice che, te steo a di', stamme a senti'.

Ma doma', doma'
me tengo rizza'
ju tempo passa e ce demo da fa
se nn ce 'ice sfiga fa 'na botta da tre
l'era ittu Giuliani.
Issu 'ice cuscì.

Dopo sei mesi de tenda ji non me reconosco,
abituato aju Sebach mo' va bona ogni posto
ogni scossa che sinti chiami tutti ji parenti,
oh, ma la sci sentita?
Ji non so sentito gnenti!
La sci sentita? Era quattro pe' mì
recomenza doma'.

Da Coppito a San Sisto era tutto 'n'arrosto
castrato o cottora come a Ferragosto
addo' magnerò doma'?
Do magnerò? Ma che cazzo ne so...

Toooorrooooh!

Dove berrò domani
coju centro invaso daji topi e daji cani.
Se vedemo domani a Piazza Palazzo
colla callarella mani.

Tra ji monti e ju mare torneremo a nuotare
e ju casello non me lo fa' pagare
ju sfollato ju vidi doma'
non sa che è 'na prua
auà cullù è Aquilano!

Ji so dell'Aquila e manco ju meteo sapea addo' stea
mo lo sa pure Obama, lo sa l'Unione Europea
lo sanno quiji che pe tempu se so' fatti ji conti
e mentre contavamo i morti issi conteano i sordi.

Ma almeno casa te la te'?
Sci ma è E mae' e ti?
È B
e sci
e no
e mo?
Eh boh
non me la 'anno quella de Berlusco',
Mado'
stengo ancora sulla costa, ma vabbo'...

Oh mo ecco sinti quello che te 'ice sta gente
coju Gran Sassu a nu passu che ce brilla ju sole
e pure a noialtri ce se scalla ju core.

Quatrani e quadrane nu
non semo cuscì soli
so chiù ji volontari che nu
non semo cuscì soli
ma sci visti gli clown quanti so'?
Mo semo quasci soli
'amme na mano a fa' 'sa casetta
nu semo cuscì soli
c'hanno messo in otto entro 'na stanzetta
sulla stessa piastra.

Novantanove rotonde devi attraversare
te se gira la coccia, non sai più dove andare
e pensa' che voleo ji a Coppito du'
me retrovo a Pagliare.

'Ngulo fra che sola!

Ma Giuliani, Giuliani, Giuliani lo sa,
lo sa che 'na scossa la po' refa'
e di nuovo Pesciò dice che era da tre
l'era 'ittu Giuliani.
Ma sul sito ufficiale vai a verificare
co' 'na botta de... fortuna la puoi azzeccare
ma che cazzo de vita co' 'ste sleppe da tre
recomenza doma'.

Aju Boss doma', doma' già lo saccio
retrovo ji amici co' 'na tazza e 'n'abbraccio
e di nuovo ju centro è la vita pe' me
recomenza... doma'!

Doma' sta già ecco.
Doma' so cazzi...

(Artisti uniti per L'Aquila)

[Listen on YouTube: Doma'.
Dedicata agli amici aquilani che mi hanno fatto innamorare di questa splendida città]
[Update: qui la traduzione]

domenica 4 luglio 2010

Ai piedi di Silvia

Silvia mia lasciò perché a suo dire
non amavo mai abbastanza i suoi piedi.
Guarda ragazzina stai sbagliando
io mi stavo preparando per comprarti il meglio.
Calde polacchine per l'inverno
poi d'estate ci scommetto
più son nudi e son meglio.

Io che mi vantavo in privato
di conoscere ogni loro segreto...

Dolci d'estate come fiori marciti
piedi un po' salati come pane sfornato d'inverno.

Silvia che non era mai contenta
se io non li accarezzavo per un'ora almeno.
Lei che nelle storie precedenti
si era sempre accontentata giusto di un letto di pulci.
Ha ragione Vasco
quando dice che una donna non perdona
se la fai più importante di te.

Io che mi vantavo in privato
di conoscere ogni loro segreto...

Dolci d'estate come fiori marciti
piedi un po' salati come pane sfornato d'inverno.

(Diaframma)

[Listen on YouTube: Ai piedi di Silvia]

venerdì 26 febbraio 2010

Felici e perdenti

(dedicata a Fede, in arte ciacs)

Un grande applauso ai perdenti
perché non bluffano mai,
perché non hanno parenti
e non li adottano.

Sempre disposti e accomodanti,
figli dell'altra metà,
dalle carezze distanti,
ricchi di realtà.

Che bella razza accidenti!
Sono un esercito oramai,
marciano uniti e compatti
per affrontare i guai.

Miseria e nobiltà
convivono così,
tra volgo e galateo,
ricco o plebeo,
quali sono i perdenti non distinguerai.

Girano senza contanti
e non possiedono un carnet,
non son soggetti ai rapimenti
sono perdenti, ahimè!

In bocca centoventi denti,
cosa se ne faranno poi,
se non si contano i passanti
della cintura ormai.

Beato chi non sa
la fame dove sta,
quali rinunce lo sa Dio,
non puoi capire i perdenti col tuo culo amico mio.

Felici e perdenti,
non li vedi e non li senti,
sempre inseguiti dai tormenti,
fagli gli auguri se li incontri!
Perdenti... eppure tirano avanti.
Avanti.

(Renato Zero)

domenica 1 novembre 2009

A sangue freddo

Non ti ricordi di Ken Saro-Wiwa?
Il poeta nigeriano
un eroe dei nostri tempi.
Non ti ricordi di Ken Saro-Wiwa?
Perché troppo ha amato
l'hanno ammazzato davanti a tutti.

Bugiardi dentro, fuori assassini
vigliacchi in divisa
generazioni intere ingannate per sempre
a sangue freddo.

Ken Saro-Wiwa è morto
evviva Ken Saro!

Non è il tetto che perde
non sono le zanzare
non è il cibo meschino - non basterebbe a un cane
non è il nulla del giorno
che piano sprofonda nel vuoto della notte.
Sono le menzogne che ti rodono l'anima
in agguato, come sempre
la paura di morire.

Non ti ricordi di Ken Saro-Wiwa?
Il poeta nigeriano
un eroe dei nostri tempi.
Non ti ricordi di Ken Saro-Wiwa?
Perché troppo ha amato
l'hanno ammazzato davanti a tutti.

Io non mi arrendo
mi avrete soltanto con un colpo alle spalle
io non dimentico e non mi arrendo
io non mi arrendo.
È nell'indifferenza che un uomo
un uomo vero, muore davvero.

Quanto è grande il cuore di Ken Saro-Wiwa?
Forse l'Africa intera!
Il nulla del giorno
sprofonda piano nel vuoto della notte.
Avete ucciso Wiwa!
Ladri in Limousine
che Dio vi maledica
pagherete tutto e pagherete caro.

Hanno ammazzato Ken Saro-Wiwa
Saro-Wiwa è ancora vivo!
Hanno ammazzato Ken Saro-Wiwa
Saro-Wiwa è ancora vivo!

Bugiardi dentro, fuori assassini
vigliacchi in divisa
generazioni intere ingannate per sempre
a sangue freddo.

(Il Teatro degli Orrori)

[Watch on Vimeo: A sangue freddo]

martedì 1 settembre 2009

Montesole

Voglio cantare l'uso della forza
che nasce dalla comprensione
la forza che contiene la distruzione
una forza cosciente serena
che sa sostenere la pena,
capace di pietà, tenera di compassione
capace di far fronte, avanzare
capace di vittoria, di pacificazione.

Canto la morte che muore per la vita di necessità
che rifugge il martirio, l'autodafé
non succube di ciò che si dice di qua sull'aldilà
potrà guardarlo in faccia per quello che è
quando arriverà.

L'amore non cantarlo che si canta da sé
più lo si invoca meno ce n'è.

Canto la vita
che quando è il suo tempo sa morire e muore
canto la vita che piange, sa attraversare il dolore
canto la vita che ride

felice d'un giorno di nebbia, di sole, se cade la neve
canto la sorpresa nei gesti dell'amore.

Canto chi mi ha preceduto
chi nascerà, chi è qui con me
sono in questo spazio essenziale
un valore aggiunto.

L'amore non cantarlo, è un canto di per sé
più lo si invoca meno ce n'è.

Canto la guerra e so
non sono in buona compagnia
canto la pace
che non è un mestiere né una ideologia.

Canto la libertà, difficile, mai data
che va sempre difesa, sempre riconquistata.

L'amore non lo canto, è un canto di per sé
più lo si invoca meno ce n'è.

(Giovanni Lindo Ferretti)

[Listen on YouTube: Montesole]

lunedì 3 agosto 2009

CGIL, CISL, UIL Vi Pagano I Padroni

È la RAI, la radio, la televisione
Uno speaker vuol spiegare la situazione
Sono dietro a un tavolo, padrone e sindacato
[...] shakerato
La TV gira, una nuova carrellata
CGIL, CISL, UIL è l'adunata
Indice MIB, costi e benefici
Ma son finti gli scazzi tra Padroni e Sindacati

Costo del petrolio, dei trasporti e del lavoro
Il portavoce annuncia era l'accordo nuovo
Lama, Pizzinato, Trentin [...] equipaggio
Andate voi in fabbrica, in catena di montaggio

Lo speaker continua, apre una finestra
Racconta la storia della Confindustria
CISL - UIL - CGIL
Vi pagano i padroni sulla nostra pelle

Siete V.I.P., V.I.P.
Vi Pagano I Padroni
CGIL - CISL - UIL vi pagano i padroni
CGIL - CISL – UIL: stai a capi'?

Il posto di lavoro è lì che ti aspetta
Inizi a faticare, giù dal letto in fretta
È nebbia in Val Padana fin dalla mattina
In fabbrica veloce, poi il turno si avvicina
Fa più caldo oggi in Sicilia, a Palermo, a Catania
Ma la gente preferisce di gran lunga Val Padana

Da Salerno lascio tutto vado a vivere a Torino
La mia gente non mi dà un posto di lavoro

2 ottobre '92 le cariche e i pestaggi
Garantisce il sindacato col coltello ai denti
Se provi a dire "Che schifo queste masse"
Il sindacato ti etichetta: sei Brigate Rosse
Se poi controlli conto in banca e azioni
trovi Lama arricchito dai padroni

Lo speaker continua a parlare, bla-bla-bla
Te la racconto io la storia come va
Ti dicono: "La lotta peggiora la storia
Non scendere in piazza, è la congiuntura
Siamo noi garanti dei lavoratori
E se non fosse per Agnelli saresti fuori"

Produttivi, efficaci, senza mai ritardi
[...] assegni [...] Lama per miliardi
Milioni, milioni, milioni di milioni
CGIL - CISL - UIL vi pagano i padroni

Siete V.I.P., V.I.P.
Vi Pagano I Padroni
CGIL - CISL - UIL vi pagano i padroni
CGIL - CISL – UIL: stai a capi'?

1977 i licenziamenti
Garantisce il sindacato col coltello ai denti
E allora, ancora, è facile la storia
Guarda alla TV quella seduta nuova
Padroni e sindacati come uomini e maiali
Sapresti distinguerli questi animali?

Siete V.I.P., V.I.P.
Vi Pagano I Padroni
CGIL - CISL - UIL vi pagano i padroni
CGIL - CISL – UIL: stai a capi'?

Scappa - scappa - scappa a Torino
Scappa - scappa - scappa a Milano
Scappa - scappa - scappa a Firenze
Scappa - scappa - scappa e a Roma
Scappa - scappa - scappa Trentin
Scappa - scappa - scappa D’Antoni
Scappa - scappa - scappa Trentin
Scappa - scappa - scappa Larizza
Scappa - scappa - scappa Trentin
Scappa - scappa - scappa Epifani
Scappa - scappa - scappa Bonanni
Scappa - scappa - scappa Angeletti
Scappa - scappa - scappa: stai a capi'?

(AK47)

[Listen on YouTube:
V.I.P. (Vi Pagano I Padroni)

Chiedo venia, il testo è trascritto ascoltando il video e alcune parti mi risultano incomprensibili. Il concetto però è chiaro: CGIL, CISL, UIL li pagano i padroni]

sabato 1 agosto 2009

Agosto

Agosto
voglio chiudermi in casa con duemila giornali porno
son tante e tali le posizioni che non conosco!

Agosto
steso lì sul divano e la mente in nessun posto
col pensiero è difficile andare in qualche altro posto!

Agosto
con gli amici partiti di casa quasi di nascosto
per scappare alle mogli che gli tengono gli occhi addosso
nel mese di Agosto!

I miei eroi mi sorridono da quelle pagine
le eroine son belle, son calde solo per me.

Agosto
mi avvantaggio nel tempo che manca ad un altro inverno
voglio un cambio che sia radicale, nato dall'interno!

Agosto
là sull'erba ci sta una ragazza che non conosco
mi avvicino così per vedere se tutto è a posto
nel mese di Agosto!

I miei eroi mi sorridono da quelle pagine
le eroine son belle, son calde solo per me

Agosto
fate come me
fate come me
fate come me!

(Federico Fiumani)


[Listen on YouTube: Agosto]

sabato 25 luglio 2009

Compagna Teresa

Guardami negli occhi e poi
Dimmi: "Non mi prenderanno mai"
Oh! Dimmi che c'è ancora posto nel tuo cuore
Dimmi dove e quando io ci sarò

Prendimi per mano, noi
Cambieremo il mondo come vuoi
Oh! Cambieremo vita libera e felice
Dimmi dove e quando io ci sarò

Teresa!
Rincorrere i sogni ci ha sempre portato fortuna
Teresa!
Quanto vorrei amarti solitudine

Oh! Guardami negli occhi e poi
Dimmi che non mi permetterai
Oh! Di lasciarmi andare
Oh! Di dimenticare
Dillo pure a tutti io ci sarò

Rincorrere i sogni ci ha sempre portato fortuna
Quanto vorrei amarti solitudine
Compagna Teresa ogni giorno ci porti la vita
Teresa non mi sfotti e corri più forte
Più forte che puoi
Parlami Teresa, dimmi
Dimmi che non è sangue
Il sangue che vedo
Che ti scorre fra i pugni
Stringimi le mani, noi
Noi cambieremo il mondo
Lo faremo come
Volevi tu
Ma quanto sei bella Teresa
Lo sai con te muore
Ciascuno di noi

Teresa non piangere
Teresa!
Rincorrere i sogni ci ha sempre portato fortuna
Teresa!

Quanto vorrei amarti solitudine
Solitudine
Dolce solitudine.

(Il Teatro degli Orrori)

sabato 11 luglio 2009

Sul filo del rasoio

Sento il respiro che ti corre nel petto
Quando piangi nel buio e solo il vuoto è con te
Gocce di vetro dai tuoi occhi velati
Come pioggia di fuoco che fermare non sai
Fiore scarlatto che fiorisci nel fango
Non lasciarti morire dimmi quello che vuoi
Fa che la notte non sia solo un fraseggio
Ma trasformala in luce so che ce la farai

Non disperare se sul filo del rasoio sei
Guarda oltre il buio sul filo del rasoio

Lascia che il tempo muoia sulle tue labbra
Se vuoi più di un istante se sei più di un eroe
Oltre l'orgoglio di un destino segnato
Cerca il fragile muro che divide
Adesso vendi i tuoi sogni perché tutto è permesso
Sputa le tue risposte rinnegando i tuoi dei
Guarda il tuo fato una fiamma dorata
Con un soffio la pieghi se lo vuoi ce la fai

Non disperare se sul filo del rasoio sei
Stringi forte il pugno sul filo del rasoio!

(Crash Box)

mercoledì 8 luglio 2009

E lei venne!

Fa-fo-fe-fo-finalmente è mo-morta
fo-folle creatura
adesso posso bere quanto mi pare
senza vederti impazzire

senza dovermi sfibrare,
ma soprattutto senza
con gesto quotidiano richiamare l'attenzione delle forze dell'ordine.

E lei venne!
Folle di una creatura

incontro al destino
beffardo e crudele.

Era-era-era un'estate come questa che mi innamorai di lei,
per spegnere la sete orrenda che mi divora dentro
non basterebbe il vino che può contenere la sua tomba
e non è poco visto che l'ho gettata dritta in fondo a un pozzo.

Ma quanto siete stronzi sfigati e ricchi di mai!
Né d'estate né d'inverno avete saputo cosa sia davvero l'amore.
Evviva sono libero, libero oh!
La libertà della mente, adesso posso bere quanto cazzo mi pare,
senza vederti impazzire, senza dovermi sfigurare,
ma soprattutto senza
con gesto quotidiano richiamare l'attenzione delle forze dell'ordine.

Stasera mi sbronzo di brutto
e alla fine mi sdraio per terra e dormo come un cane.
Mi passasse sopra un tir o un intercity io me ne frego!
Me ne frego di dio
me ne frego del demonio
me ne frego dei sacramenti
me ne frego di te.
Non me ne frega niente di dio del demonio dei sacramenti e di te!

Folle di una creatura
incontro a un destino

beffardo e crudele.
Oh! Non siamo tutti, chi un po' più o chi un po' di meno,
siamo tutti-tutti-tutti completamente pazzi!

(Il Teatro degli Orrori)

giovedì 2 luglio 2009

Panico!

(Hai mai provato l'orrore?)
(Cosa?)

Una canzone nata contro il panico
Un esorcismo, un tocco di voodoo
Un modo per allontanare il baratro
Senza ansiolitici, senza lo Xanax

Come cani in autostrada
Come in cerca della roba
Avere la visione della morte

(Refrain)

Fottere tutto e naufragare
Mettere gli stivali e farli andare
Correre per non arrivare
Amare il rogo, amare il suo bruciare
Sopra il palco illuminato
O nel deserto mettersi a cantare

(Che cosa?)

Un inno rock and roll à la Lee Hazlewood

(Seconda strofa)

Una canzone nata contro il panico
Contro l'angoscia e la carestia
Una preghiera contro l'inquietudine
Contro l'orrore e il vuoto quotidiano

Come santi sebastiani
Come bestie sugli altari
Avere la visione della morte

(One, two, three, four)
(Cosa?)

Fottere tutto e naufragare
Mettere gli stivali e farli andare
Correre per non arrivare
Amare il rogo, amare il suo bruciare
Sopra il palco illuminato
O nel deserto mettersi a cantare

(Che cosa?)
(Indovina?)


Una canzone country contro il panico.

(Come on... let's go!)

(Baustelle)

lunedì 29 giugno 2009

I giovani

I giovani i giovani
sono venuti a cercarmi,
ma io non ero a casa.
I giovani i giovani
sono venuti a cercare
me.
Han sfondato la porta,
han deriso il mio letto-prigione,
mi hanno detto:
cosa fai li dentro?
Ma perché ti nascondi?
Fuori il mondo cammina e va avanti
senza te,
senza te.

Quando lei se ne andò
io decisi che forse era meglio
lasciare la mia porta aperta
e aspettare che l'amore
ritornasse insieme al suo volto
da me.
Ma vennero ladri,
vennero ladri e puttane
a prendersi tutto quello che avevo,
che volete da me?
Io non vi ho mai voluto al mio fianco,
che volete
da me?

Poi un giorno pensai
che forse era meglio gettare
alle ortiche
tutto quanto il passato,
ma chi se ne importa
e lei chissà se ancora ci pensa,
se pensa a me.
Ho aperto i miei occhi,
spalancato le braccia e le gambe
e sentivo milioni di anni,
di sconfitte e del marmo
teso contro la mia povera pelle.

Poi un giorno ancora
due labbra diventarono un sorriso
per me,
e un giorno i giovani
sono tornati ad amare
me,
me.

(Federico Fiumani)

lunedì 15 giugno 2009

Le Déserteur

In piena facoltà
egregio presidente
le scrivo la presente
che spero leggerà.

La cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest'altro lunedì.

Ma io non sono qui
egregio presidente
per ammazzar la gente
più o meno come me.

Io non ce l'ho con lei
sia detto per inciso,
ma sento che ho deciso
e che diserterò.

Ho avuto solo guai
da quando sono nato
i figli che ho allevato
han pianto insieme a me.

Mia mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà.

Quand'ero in prigionia
qualcuno mi ha rubato
mia moglie e il mio passato
la mia migliore età.

Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò.

Vivrò di carità
sulle strade di Spagna
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò.

Di non partire più
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi.

Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo
andate a dare il vostro
se vi divertirà.

E dica pure ai suoi
se vengono a cercarmi
che impugnerò un fucile
e che so ben sparar.

(Boris Vian, 1920-1959)

[La versione definitiva - e ben più nota - di questa canzone si conclude con i due versi:
"che possono spararmi
io armi non ne ho".

Tale modifica fu proposta a Boris Vian dal suo amico Mouloudji per esaltare lo spirito pacifista del brano e subito accettata. Ma io pacifista non sono, anzi tutt'altro, quindi ho preferito il testo iniziale.]

venerdì 5 giugno 2009

Stati di agitazione

Stati di agitazione
Stati di agitazione
Stati di agitazione in corpo nella testa
Occhi infossati lucidi
Noie con il respiro
Mi si accelera il fiato
Stati di agitazione in corpo nella testa
Occhi infossati lucidi
Noie con il respiro
Mi si accelera il fiato

Eppure sono vivo
Eppure sono vivo
Eppure sono vivo

Stati di agitazione
Stati di agitazione
Stati di agitazione tra le idee sulla pelle
Tra le idee sulla pelle
Devo tenermi su devo essere presente
Devo tenermi su devo essere presente
Va meglio/peggio
Va meglio/peggio
Va meglio/peggio

Qualcosa più di niente
Qualcosa più di niente

Stati di agitazione in me nelle mie vene
Stati di agitazione e mai niente di più
Stati di agitazione in me nelle mie vene
Stati di agitazione e mai niente di più
E mai niente di più
E mai niente di più
E mai niente di più
E mai niente di più
Stati di agitazione in me nelle mie vene
Stati di agitazione e mai niente di più
E mai niente di più
E mai niente di più
E mai niente di più

Tra le idee
Sulla pelle
Nei nervi
Nelle vene
Tra le idee
Sulla pelle
Nei nervi
Nelle vene
Nei nervi
Nelle vene
Nei nervi
Nelle vene

Stati di agitazione in me nelle mie vene
Stati di agitazione e mai niente di più
Stati di agitazione in me nelle mie vene
Stati di agitazione e mai niente di più
E mai niente di più
E mai niente di più
E mai niente di più
E mai niente di più
E mai niente di più.

(Giovanni Lindo Ferretti)