mercoledì 14 ottobre 2009

★ Mezz'uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà

Sono le 18.14 del 7 ottobre quando l'ANSA batte la notizia: la Corte Costituzionale ha bocciato il Lodo Alfano.

In seconda serata, su RAI 1, va in onda "Porta a Porta": Bruno Vespa ospita in studio Rosy Bindi, Angelino Alfano, Riccardo Barenghi, Pier Ferdinando Casini e Roberto Castelli. Ovviamente si parla della sentenza appena emessa dalla Consulta e della sanzione comminata a Fininvest come risarcimento per i danni arrecati alla Cir.

La puntata è registrata, seppure la differita sia di poche ore. Non si capisce quindi come Silvio Berlusconi riesca a irrompere con la sua solita telefonata del cazzo perfettamente a tempo. A meno che, naturalmente, non lo abbia avvertito qualcuno o non stesse vedendo egli stesso la trasmissione in bassa frequenza.

Dopo due minuti e mezzo di monologo, il Presidente del Consiglio accusa il Presidente della Repubblica di non aver fatto pressioni sulla Corte Costituzionale, come se la separazione dei poteri fosse una chimera. A quelle parole Rosy Bindi manifesta il suo dissenso e Silvio Berlusconi le risponde testualmente: "Sento parlare la signora Rosy Bindi? È sempre più bella che intelligente la signora Rosy Bindi".
Il delirio prosegue per altri dieci minuti.

Le informazioni per conoscere a tutto tondo il fenomeno Berlusconi sono a disposizione di chiunque abbia la voglia e la pazienza di andarsele a cercare e a leggere, inutile stare a ripetere chi abbiamo di fronte. Anche se, a esser sinceri, stupisce per come sia capace di inventare ogni giorno una nuova dimensione del peggio.

Tolto lui dunque restano i presenti, che non si sono degnati di rispondere pubblicamente e con fermezza a tanta maleducazione. Vedendo e rivedendo il filmato della scena su YouTube, mi è venuta in mente la classificazione di Sciascia e mi sono chiesto se i cinque gentiluomini in studio appartenessero alla categoria dei mezz'uomini, ominicchi, pigliainculo o quaquaraquà. A quella degli uomini no di certo.

2 commenti:

  1. E' passata una settimana, ma ti giuro che sono ancora incazzato.

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