domenica 14 novembre 2010

Un nuovo farmaco letale in Oklahoma

Lo stato dell'Oklahoma ha recentemente presentato una istanza presso una Corte federale per chiedere che il penthobarbital, un anestetico usato per abbattere gli animali, sia ammesso in sostituzione del sodio thiopental nelle iniezioni letali. All'inizio di quest'anno, Hospira Inc., unico produttore certificato statunitense del sodio thiopental, ha annunciato di aver cessato la produzione del farmaco a causa della carenza di uno dei componenti costitutivi. Tale carenza ha costretto l'Oklahoma e altri stati a ritardare le esecuzioni e a cercare altri produttori della sostanza.

Gli avvocati di John David Duty, la cui esecuzione in Oklahoma è prevista per il 16 dicembre, hanno sollevato interrogativi sul penthobarbital affermando che, a tutt'oggi, "non è testato, è potenzialmente pericoloso e il suo uso potrebbe risolversi in un atto di tortura".

Gli sforzi per ottenere il sodio thiopental da altre fonti hanno dato vita a dispute legali in tutto il paese. Alcuni esperti ritengono che i detenuti siano sottoposti a un maggior rischio di provare forti dolori durante le esecuzioni qualora gli stati usino farmaci importati o non testati. Una sostanza proveniente dall'estero infatti potrebbe essere meno potente rispetto a quelle locali. Gli avvocati della difesa sostengono inoltre che il personale carcerario potrebbe non adottare misure adeguate per il trasporto del farmaco, esponendolo, per esempio, ad escursioni termiche che potrebbero limitarne l'efficacia.

Stephen Friot, Giudice federale di Oklahoma City, dovrebbe esaminare la relazione durante la prossima settimana. Ogni stato tende ad adottare i metodi di esecuzione usati dagli altri: se approvato, il penthobarbital potrebbe diventare il nuovo standard per le iniezioni letali in tutto il paese.

Il Dr. A. Jay Chapman, l'ex esaminatore medico dell'Oklahoma che nel 1970 ha sostenuto il thiopental come sostanza adatta alle iniezioni letali, recentemente ha espresso il proprio disinteresse in merito: "Se (i detenuti messi a morte) provano un po' di dolore nel lasciare questo mondo, per me non è motivo di grande preoccupazione".

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