giovedì 19 maggio 2011

★ Aspettando i ballottaggi

Due parole sulle recenti elezioni amministrative iniziando da Milano, dove non capisco un paio di cose. Anzitutto la diffusa sorpresa di fronte all'exploit di Pisapia: pur ritenendo il Paese un malato incurabile non mi sono mai aspettato meno di un pareggio. Vabbe' che i nordici sono riusciti a eleggere Renzo Bossi, ma l'alternativa alla Moratti era davvero allettante; oltretutto sostenuta dal primo sconfitto alle primarie, che col suo comportamento una volta tanto non ha fatto rimpiangere un'opposizione degna di tal nome: se questo non ha messo in crisi l'elettorato di centro-destra ha sicuramente motivato quello di centro-sinistra.
L'altra cosa che non capisco è l'ottimismo della sinistra in vista del ballottaggio: con un'affluenza al primo turno inferiore al 68% non starei troppo tranquillo. Forse l'unico aspetto positivo è che per ribaltare il risultato il ducetto di Arcore ha solo un modo, cioè terrorizzare Milano; ma visto che i suoi alleati hanno imputato la débacle proprio ai toni esacerbati della campagna elettorale, probabilmente li abbasserà e gli elettori se ne resteranno a casa.
Massima stima per Pisapia, uno che come Vendola non si è mai piegato alla sineddoche Unione Sovietica per Comunismo su cui campano i berluscones - sarà la scuola SEL?

Sono invece ottimista per il ballottaggio di Napoli: non ho seguito le vicende che hanno portato alla spaccatura tra PD e IdV e agli scazzi con M5S, ma credo che De Magistris abbia buone possibilità di sfangarla e che sarebbe un buon sindaco. Peccato che abbia mollato il Parlamento Europeo, ma capisco la sua decisione e per inciso lo avrei capito anche se si fosse candidato in Regione Campania l'anno scorso.

Discorso diverso a Torino, dove si è vinto al primo turno: io Fassino non lo avrei mai votato, e non riesco a capire come si possa festeggiare per l'elezione a sindaco di un personaggio che campa a spese dei contribuenti da ormai diciassette anni. Figura di spicco dei DS, ora del PD, insomma una storia di fallimenti viste le acque torbide in cui naviga l'Italia: speravo lo trombassero come avvenne per Rutelli.

Chiudo col M5S. Per via di Grillo gli fioccano continuamente addosso insulti e aggressioni, accuse di qualunquismo, inviti a prendere le distanze dal comico genovese. In realtà sono molte anche le voci che riconoscono il valore delle proposte del movimento, ma il giudizio mainstream nel complesso non può dirsi positivo. L'ho spiegato all'inizio, per me il Paese è un malato incurabile e questo sistema va distrutto e ricostruito: se oggi il M5S a Bologna è al 10% spero che arrivi presto al 20, 30 o 40% e faccia piazza pulita.
Uno dei commenti più contestati di Beppe Grillo è stato: "Fra Moratti e Pisapia non c'è differenza". Ovviamente non si può essere d'accordo con un'affermazione del genere, i due candidati sono distanti anni luce. Però il suo discorso proseguiva con: "Entrambi faranno l'Expo, entrambi continueranno a cementificare la città": secondo me su questo - e su tante altre cose - ha perfettamente ragione.

2 commenti:

  1. Ottima analisi. Grillo purtroppo è diventato amplificatore della voce del MoVimento, ma spesso dice cazzate di vario tipo... Mattia Calise penso che abbia chiarito bene le cose http://www.youtube.com/watch?v=O_Ac3hDDIR4

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  2. Grazie del video, nonostante l'età il ragazzo ha le idee chiare - e pure sensate.

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