martedì 26 gennaio 2010

Processo breve

L'agente spinse il ragazzo ammanettato verso lo sportello.
- Immigrazione clandestina.
- Espulsione immediata - disse l'impiegato, senza alzare gli occhi dal computer.
L'agente strattonò il ragazzo, portandolo via.
Un uomo in blu prese il loro posto.
- Stupro.
L'impiegato alzò gli occhi.
- Lei è italiano?
L'uomo in blu mostrò una tessera.
- Onorevole, lei ha esaurito i Buoni Stupro, non è qui che deve rivolgersi, vada allo sportello Immunità a farseli rinnovare. Il prossimo!

Un ometto s'intrufolò.
- Corruzione!
L'impiegato alzò gli occhi al cielo.
- Lo sa benissimò che non è più reato da anni...
- Mi piace sentirmelo ripetere - ridacchiò l'ometto.
- Per favore, non mi faccia perdere tempo... Il prossimo!

Una bionda in occhiali scuri e tacchi armadillo da trenta centimetri caracollò davanti allo sportello.
- L'affettatrice di Sgurgola - annunciò l'agente che l'accompagnava.
- Eh?
- Serial killera. Ha tagliato sette cazzi - l'agente mimò una forbice con le dita - Sei morti, e un superstite che ora si chiama Jessica.
L'impiegato sbuffò.
- Non è più di competenza della Giustizia ordinaria, Bruno Vespa ha avocato tutti i casi di questo genere alla redazione di Porta a Porta - indicò lo sportello in fondo alla sala - vada là per il casting.

La bionda s'allontanò. Alle spalle dell'impiegato comparve, torvo, il supervisore.
- Quasi un minuto a cliente - indicò il cronometro - si rende conto che sta rovinando la media di tutto questo Ufficio Giustizia?
- Associazione mafiosa - disse un tizio tarchiato davanti allo sportello. Gli agenti se ne tenevano a debita distanza.
Il supervisore si dileguò. L'impiegato abbassò gli occhi sulla tastiera.
- Insufficienza di prove...
- Lo so. Sono venuto a ritirare il risarcimento per il danno subito dalla mia reputazione.
L'impiegato digitò in fretta.
- Importo accreditato alle Cayman come da procedura - deglutì.
Osservò con la coda dell'occhio il tarchiato che s'allontanava.

L'agente spinse avanti un ragazzino, dicendo
- Anarcoinzuss... anarcoinsuzz... anarcoinsuzionanismo... - controllò un foglietto - Anarco-Insurrezio-Nalismo - scandì.
- Ho solo scaricato un vecchio pezzo dei Necrodeath!... - protestò il ragazzino. L'impiegato lo guardò con aria schifata.
- Cinque anni.
- Vaffanculo!
- Sei!
- Stronzo passacarte fascista!
- Dieci!

Gli agenti trascinarono via il ragazzino, spingendo al suo posto una ragazza coi capelli velati.
- Clandestina?
- No - L'agente fece una smorfia - sarebbe Italiana, ma occulta la sua identità con un mascheramento sospetto.
- Espulsione immediata.
- Ma io sono nata in Italia!
L'impiegato fece spallucce.
- Sono le norme antiterrorismo.
L'agente indicò il velo.
- Potrebbe nasconderci una bomba là.
- Nei capellli?
L'agente annuì severo.
- Lo fate, lo fate.

La ragazza venne portata via. L'impiegato diede un'occhiata sbieca al cronometro. L'agente disse:
- Rapina.
- Quindici anni.
- Non ci siamo capiti, questa è una rapina - ripetè l'agente, puntandogli la mitraglietta contro - apri la cassa dei risarcimenti in contanti.
- Ma è la sesta volta in un mese... - piagnucolò l'impiegato.
L'agente sorrise.
- Denunciami.

(Alessandra Daniele, Carmilla)

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