domenica 1 agosto 2010

Cinque miti sulla pena di morte negli USA [03]

Gli USA mantengono la pena di morte perché sostenuti dall'opinione pubblica

Quando consultata da sondaggisti, la gran parte degli intervistati dice di sostenere la pena di morte. Quello che risulta meno chiaro è se le persone siano adeguatamente informate sulla questione, abbiano riflettuto a fondo sulla domanda o abbiano preso in considerazione delle alternative come il carcere a vita.

Ma anche le maggioranze di altri paesi occidentali sostengono la pena di morte, benché i loro leader politici l'abbiano abrogata comunque. Come gli Stati Uniti, queste nazioni abolitrici sono democrazie liberali, ma in esse l'equilibrio tra "liberalismo" e "democrazia" è differente da quello che esiste dall'altra parte dell'Atlantico. I leader europei hanno imposto riforme contro il parere della maggioranza perché ritenevano che fosse la cosa giusta da fare, perché le Costituzioni delle rispettive nazioni hanno dato loro il potere di farlo e perché l'azione bipartisan e la forza dei partiti politici hanno fornito copertura contro la disapprovazione degli elettori.

La democrazia negli Stati Uniti però funziona in maniera diversa. Ogni Stato può scegliere se adottare la pena di morte. La decisione non spetta al governo centrale, come in altri paesi. E anche la giustizia penale negli USA è organizzata diversamente. In molti casi i pubblici ministeri e i giudici sono stati eletti - una politicizzazione del processo che è sconosciuta altrove. Negli USA la Corte Suprema è l'unica istituzione che ha il potere di abolire la pena capitale in tutto il paese. E ci è quasi riuscita, nel 1972, nel caso Furman vs Georgia. Ma il movimento a sostegno della legge e della sicurezza di quel periodo ha reso la decisione della Corte profondamente impopolare. Gli Stati hanno emesso rapidamente nuove normative e il giudice ha fatto velocemente marcia indietro. Da allora, la Corte ha rimarcato il fatto che la pena di morte debba rimanere appannaggio della legislazione statale.

(David Garland, "Five myths about the death penalty")

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