martedì 2 giugno 2009

Articolo 11

Sono stata con mio figlio, quest'anno, alle commemorazioni di Marzabotto e raccontavo ai paesani che lì si erano radunati, che l'anno dopo la strage, nell'estate, c'eravamo ritrovati Dossetti e io che venivamo da Roma, e Boldrini che veniva da Ravenna, che era la medaglia d'oro "Bulow" della Resistenza, uno dei comandanti partigiani più bravi che c'erano stati nella guerra di liberazione, e abbiamo deciso di andare a Monte Sole.

Lì stavano disseppellendo dalle fosse comuni le salme dei quasi duemila massacrati e c'erano, mescolate alle salme, anche le mine che avevano preso cura i tedeschi di mettere lì, non nella spazzatura, ma addirittura nei corpi delle loro vittime, in modo che ancora qualcuno si è aggiunto disseppellendo le salme.

Quando ci siamo trovati di fronte a quest'orrore, Dossetti, Bulow e io, di diverse provenienze, politiche, intellettuali e anche d'esperienza di vita, ci siamo abbracciati piangendo e abbiamo detto: torniamo a Roma per affermare che l'unica parola giusta per l’Articolo 11 è "ripudio" della guerra. Di lì è nata questa parola, e credo che questo voglia dire aver dato un'impronta inconfondibile a tutta la nostra Costituzione.

Questo era lo spirito con cui andavamo al di là delle parti, al di sopra delle parti, ci trovavamo veramente sempre abbracciati, e quando si è stabilito finalmente nell'aula che l'Articolo 11 aveva questa forma, io mi ricordo che tutte noi donne, eravamo ventuno, comuniste, socialiste, democristiane e anche una dell'Uomo qualunque, ci siamo trovate tutte nell'emiciclo dandoci la mano, tutte insieme, e tutti gli uomini ci hanno guardato con una commozione straordinaria perché lì erano tutte le differenze.

(Teresa Mattei, membro della Costituente, 29 gennaio 2006)

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