giovedì 11 giugno 2009

La pena di morte scoraggia la criminalità? [05]

IL MITO
La pena di morte è accettabile finché la maggior parte dell'opinione pubblica la sostiene.

IL FATTO
Amnesty International riconosce il diritto delle nazioni a creare le proprie leggi. Tuttavia, tali leggi devono essere formulate entro i confini del rispetto dei diritti umani. La storia è disseminata di violazioni dei diritti umani che sono state sostenute dalla maggioranza dell'opinione pubblica ma che oggi, in tempi moderni, sono guardate con orrore.

Schiavitù, segregazione razziale, linciaggio hanno avuto ampio sostegno nelle società in cui avvenivano, ma costituivano gravi violazioni dei diritti umani delle vittime. È comprensibile che le popolazioni chiedano ai loro leader di intraprendere azioni decisive contro la violenza ed esprimano rabbia contro i colpevoli di crimini brutali. Amnesty International ritiene che i politici debbano affermare la propria leadership ponendo in primo piano i diritti umani, opponendosi alla pena di morte e spiegando ai propri elettori il motivo per il quale queste azioni non possono essere intraprese da uno Stato.

Dopo più di 30 anni di ricerca su questa tematica, Amnesty International ritiene che il sostegno dell'opinione pubblica alla pena di morte è fondato principalmente sul desiderio di essere liberi dalla criminalità. Sondaggi condotti negli Stati Uniti e in altri paesi dimostrano un notevole calo del sostegno alla pena di morte quando l'ergastolo è offerto come alternativa. Negli Stati Uniti, un sondaggio della Gallup del maggio 2006 ha riscontrato come il sostegno alla pena di morte sia sceso dal 65% al 48% quando l'ergastolo è stato proposto come altra opzione.

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