domenica 21 giugno 2009

★ Il Minzo e le Fosse Ardeatine

Ieri mattina passavo per via Ardeatina e ho deciso di fermarmi alle Fosse. Per chi le conosce c'è poco da dire, e tutto sommato anche per chi non le conosce: camminando sotto le voragini, nelle grotte e fra le tombe viene solo voglia di mettersi a piangere. Però stavolta mi ha colpito una cosa che non ricordavo di aver visto nelle visite precedenti. Oltre all'urna con la terra di Marzabotto, oltre alla teca con la terra proveniente dai cimiteri di guerra d'Europa e d'oltre mare, ci sono due lapidi recanti le scritte "dal nostro sacrificio sorga una patria migliore" e "sognammo un'Italia libera, giusta, democratica. Il nostro sacrificio e il nostro sangue ne siano la sementa ed il monito per le generazioni che verranno".

Minzo è l'affettuoso nomignolo con cui anche l'attuale Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiama il direttore del TG1 Augusto Minzolini.
Silvio Berlusconi è proprietario delle TV private Canale 5, Italia 1 e Rete 4 e, in quanto Capo del Governo, controlla le TV di Stato Rai 1, Rai 2 e Rai 3. Secondo una indagine del Censis, durante la recente campagna elettorale per le Elezioni Europee il 69,3% degli elettori si è informato attraverso le notizie e i commenti trasmessi dai telegiornali per scegliere chi votare. La percentuale sale tra i meno istruiti, i pensionati e le casalinghe.

Sono circa due anni che non vedo televisione, se non saltuariamente a casa d'altri: per informarmi uso internet, talvolta i siti di testate giornalistiche straniere. Tra gli eventi che tengono banco in Italia nelle ultime settimane, moltissimi riguardano Silvio Berlusconi e il suo governo: il caso Mills, il decreto anti-intercettazioni, il caso Noemi, la visita del dittatore Gheddafi e i più recenti scandali riguardanti l'ingresso di escort a Palazzo Grazioli, residenza romana del Presidente del Consiglio.

Apro parentesi. Una escort non è altro che una puttana di alto bordo: quella che meno volgarmente, ma più comunemente, è nota come "prostituta". Chiusa parentesi.

La novità di ieri mattina è che una di queste ragazze, Patrizia D'Addario, ha delle prove della sua presenza a Palazzo Grazioli: fotografie e registrazioni.

Sono convinto che in Italia si sia instaurata una dittatura non-violenta e che l'informazione sia gravemente inquinata, quindi so bene che non potrò sapere molto di più su questa storia guardando la televisione. Ma lo faccio lo stesso a scopo didattico. Ieri accendo la TV, sintonizzo su RAI 1 e - portatile alla mano - trascrivo gli argomenti trattati dal TG1 delle 13.30 del 20 giugno 2009:

  • Iran, scontri di piazza a Teheran
  • Referendum sulla legge elettorale
  • De Gasperi e la cristianità nella politica (citando papa Ratzinger)
  • Vasta operazione anti-pedofilia
  • Timore tra i diportisti a causa dei pirati
  • Sviluppi del processo per l'omicidio Meredith
  • Villaggio africano con bimbi orfani a causa dell'AIDS
  • Domani papa Ratzinger a S. Giovanni Rotondo [doppietta del papa!]
  • CISL, ammortizzatori sociali e sostegno alle imprese che non licenziano
  • Giovane donna truffata dagli zingari
  • Airbus Air France, ancora introvabili le scatole nere
  • Atterraggio di emergenza per il jet privato di Schwarzenegger
  • Obama alla cena dei corrispondenti radio-tv
  • Esercitazione aero-navale a difesa delle coste italiane
  • Roma Calcio vicina alla cessione
  • DoReCiakGulp
  • Carmen di Bizet all'Arena di Verona.

"È tutto per questa edizione, vi ringraziamo per l'attenzione e vi auguriamo buona giornata".

Secondo me la storia che coinvolge Silvio Berlusconi e Patrizia D'Addario è solo fumo agli occhi. La mia opinione è che il ripristino della democrazia in Italia passi per tre punti: risoluzione del conflitto d'interessi, abbattimento del monopolio dei media e revisione unilaterale del concordato. Questo però non autorizza un giornalista, peraltro pagato coi soldi dei contribuenti, a far scomparire delle notizie dal telegiornale della prima rete di Stato.

Dal nostro sacrificio sorga una patria migliore. Sognammo un'Italia libera, giusta, democratica. Il nostro sacrificio e il nostro sangue ne siano la sementa ed il monito per le generazioni che verranno.
Mi manca l'aria in questo paese. Ho in mente un verso del "Proclama di Camilo Torres", ma lo tengo per me.

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